Da 2 a 3 cosa cambia con la nascita del primo figlio

La nascita del primo figlio rappresenta un evento evolutivo meraviglioso ma allo stesso tempo delicato. La coppia diventa famiglia, da due si passa a tre!

Questo cambiamento, per quanto possa essere stato desiderato e voluto, rappresenta uno sconvolgimento e una rottura di vecchi equilibri. I compromessi che la coppia aveva raggiunto richiedono ora un processo di rinegoziazione e ristrutturazione.

“A Marco non piace litigare e per questo tende ad assecondare molto le volontà altrui. Cristina, sua moglie, ha apprezzato per anni questo lato del suo carattere, in quanto le ha permesso di affermare ogni sua idea all’interno della coppia. Con la nascita del primo figlio le cose si complicano. Marco tende ad assecondare ogni capriccio di Riccardo;  il neonato,  se pur ancora in fasce, ha già compreso come farsi rispettare. Infatti, il bimbo non ama essere lasciato da solo nella culla e, per attirare l’attenzione dei genitori ed ottenere la loro vicinanza, emette i suoi acuti migliori. 

Marco, che trascorre molto tempo fuori casa per lavoro, tende a lasciarsi impietosire da Riccardo e a tenerlo sempre in braccio per evitare che pianga. Cristina, al contrario trascorre molte ore in compagnia del figlio e si sente privata dei suoi spazi personali; vorrebbe insegnargli, anche a costo di sentirlo piangere per lungo tempo, che non può stare sempre in braccio.”

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Con la nascita di un figlio le differenze fra i partner si fanno più evidenti e a volte possono creare delle difficoltà, è necessario quindi riequilibrarsi per costruire insieme un modello educativo condiviso, che tenga conto sia delle specificità caratteriali dei singoli partner sia delle caratteristiche peculiari del figlio. Al contrario, un atteggiamento educativo non condiviso scredita l’autorità genitoriale e crea nel bambino la convinzione che le regole abbiano poco valore e per questo possano essere trasgredite.

Questa riorganizzazione comporta un cambiamento significativo dello stile di vita, i partner devono svolgere il ruolo genitoriale senza che questo possa intaccare o oscurare il loro rapporto di coppia. È necessario che imparino a stabilire confini chiari tra coppia e genitorialità, ciò è possibile solo se la coppia ha stabilito una relazione intima ed empatica.

I neogenitori, oltre a rimodulare i rapporti di coppia, sono chiamati anche a regolare i legami con le rispettive famiglie di origine, stabilendo in maniera adeguata le distanze. In alcuni casi, infatti, i nonni possono invadere la sfera privata della neo famiglia, sentendosi in dovere di gestire l’educazione del nipote; in altri casi, i neogenitori tagliano fuori la generazione anziana non permettendogli di partecipare alla vita dei figli e infine ci sono situazioni in cui la coppia delega totalmente l’accudimento e la crescita dei figli ai nonni. Questi casi risultano essere poco funzionali allo sviluppo del bambino e all’evoluzione della famiglia.

I nonni devono, infatti, poter far parte della vita della nuova famiglia costituitasi  senza invadere o sostituirsi ai neogenitori, ma fornendo sostegno alla famiglia stessa.

 

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