L’essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia

non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento

a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia”

(-Stephen King-)

L’idea comune e condivisa che si ha dell’infanzia è quella di un periodo privo di preoccupazioni, paure ed ansie. Eppure così non è: la paura è una delle emozioni fondamentali e compare fin dalle prime settimane di vita.

Seppure ha valenza negativa per le sensazioni spiacevoli che suscita, è ormai chiaro il suo valore adattivo: la paura ci consente di mettere in atto comportamenti di fuga di fronte a situazioni di pericolo. È importante partire da questo presupposto per capire che l’emozione della paura non va negata o soffocata, ma integrata consapevolmente nel bagaglio emotivo di ciascuno di noi.

Quali sono le paure dei bambini?

Le paure dei bambini sono molte e varie e cambiano a seconda dell’età.

Un neonato, ad esempio, ha paura di rumori forti e improvvisi; a 8 mesi compare la paura per l’estraneo. Nei primi anni di vita sono comuni la paura del buio o di essere abbandonati da un genitore (spesso coincidenti con l’ingresso al nido o alla scuola dell’infanzia). Tra i 4 e i 6 anni, quando l’immaginazione diviene molto vivace, sono tipiche le paure per i mostri in agguato sotto il letto o negli armadi. Durante il periodo scolare possono, invece, manifestarsi paure per situazioni sociali nuove, come l’ingresso in una nuova classe, l’inizio di un nuovo sport ecc…

Tutti i bambini, prima o poi, hanno bisogno di essere aiutati ad affrontare le loro paure e le loro preoccupazioni. A volte, infatti, il vissuto emotivo della paura può risultare troppo doloroso e difficile da gestire da soli. In questo senso il ruolo dell’adulto è fondamentale: a lui spetta il compito di accogliere le paure del bambino e rimandargliele in modo che gli appaiano meno spaventose.

Il ruolo dell’adulto

Cosa può fare il genitore per aiutare il proprio bambino ad affrontare le sue “piccole” paure e le sfide quotidiane che possono generargli ansia?

Anche se queste paure e queste ansie all’adulto possono apparire di poco conto e rappresentare in fin dei conti una “naturale” tappa del processo di crescita, non bisogna mai svalutare il sentimento di paura che il bambino sta provando. Lo si costringerebbe a soffocare il suo vissuto emotivo, a pensarlo come sbagliato e ad evitarlo in futuro. Bisogna, invece, accettare il fatto che le sue paure siano legittime; non serve forzarlo ad essere coraggioso, anzi è controproducente perché il bambino si sente non compreso.

Dare valore e dignità anche ad un’emozione negativa come può essere quella della paura, ascoltare con reale interesse i racconti dei suoi timori, con atteggiamento comprensivo e disponibile, rassicura molto il bambino.

Insegniamo ai bambini che si può e si deve chiedere aiuto ad un adulto quando ci sono cose che ci fanno paura!

In questo modo il bambino potrà imparare anzitutto a riconoscere la paura piuttosto che a evitarla ad ogni costo, saprà che potrà chiedere l’aiuto di un adulto e pian piano da questo aiuto svilupperà le giuste strategie per gestire ed affrontare le sue paure, anche da solo.

Ecco dunque il ruolo dell’adulto: diventare un alleato del bambino, calarsi nei suoi panni, sentire le sue paure e rimandargli il messaggio che è lì proprio per rimboccarsi le maniche ed affrontarle insieme a lui.

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